Ultimo aggiornamento sabato, 11 Luglio 2020 - 14:54

Coronavirus, chi mente sull’autocertificazione rischia dodici anni di carcere: «È reato contro la salute pubblica»

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18 Marzo 2020 13:38 Di redazione
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Con l’introduzione della nuova autocertificazione il Viminale ha aggiornato la direttiva per giustificare le uscite dalle abitazioni con una “stretta” legata alle persone in quarantena perché risultate positive al coronavirus o per chi è entrato in contatto con una persona contagiata. Troppi cittadini continuano a girare per le strade. Ma chi mente potrebbe essere denunciato per reato contro la salute pubblica e rischiare fino a dodici anni di carcere.

Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva invitato i cittadini a non infrangere le regole, dicendosi pronta a inasprire le sanzioni. «Il governo ha agito con determinazione e fermezza, adottando le decisioni ritenute necessarie. Ne valuteremo gli effetti e, se necessario, non ci sottrarremo ad altre scelte coraggiose». Le sue parole rilasciate in un’intervista al Corriere della Sera.

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«Molti cittadini non hanno ancora compreso che uscire di casa senza un valido motivo e rimanere a stretto contatto con amici e parenti è da irresponsabili, perché il virus è più veloce e più furbo dei nostri piccoli espedienti per aggirare le ordinanze – ha detto Lamorgese – Le uscite in compagnia e la permanenza prolungata all’aperto costituiscono situazioni di rischio che devono essere evitate».

fonte: https://www.leggo.it/italia/cronache/coronavirus_mente_sull_autocertificazione_rischia_dodici_anni_di_carcere_reato_contro_la_salute_pubblica-5118346.html?fbclid=IwAR28qaJhBBD6oX00uKmdRdhjRlvkHwkuQ72pxrcK1EznTHQ1GBgRZIwCJLI

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